In questo periodo è sempre difficile parlare di pandemia, di mascherine, di virus. Il panico prende il sopravvento e ripensiamo a quel che stiamo vivendo negli ultimi anni. Ma Sweeth Tooth, la serie targata Netflix uscita il 4 giugno 2021, è stata concepita quando ancora la pandemia non esisteva se non in un immaginario fittizio, quali serie, film ecc. Infatti, la puntata pilota è stata girata nel 2019 e la serie a fumetti omonima di Jeff Lemire da cui è tratta la serie è stata pubblicata dal 2009 al 2012. È una serie fantascientifica e apocalittica, non mancano le scene drammatiche. La sceneggiatrice Beth Schwartz e il regista Jim Mickle si sono adoperati per non creare una pandemia desertica, con zombie o con quello che di solito caratterizza questo genere, ma hanno cercato la rinascita. La Terra rinasce rigogliosa dopo che l'Afflizione (il virus H5G9) ha dimezzato la razza umana. In concomitanza con la morte degli umani, iniziano a nascere dei bambini con alcuni tratti animaleschi, ad esempio con il naso del porcellino o con le ali di un uccello o, come nel caso del piccolo protagonista che ci accompagnerà in questa avventura, con le orecchie e le corna di un cervo. Gli umani etichetteranno questa nuova specie come ibridi e vedrà in loro la causa dell'Afflizione, perciò non saranno accolti nella società. Il nostro piccolo cerbiatto, Gus, verrà cresciuto dal padre Pubba (Will Forte) lontano dalla città. Ci ritroviamo immersi nei boschi incontaminati (la serie è stata girata in Nuova Zelanda e ci offre davvero dei paesaggi incantevoli) con padre e figlio che conducono una vita spensierata. Ben presto, però, Gus si ritrova solo perché il padre verrà ucciso dai cacciatori di ibridi. Ormai il suo nascondiglio non è più al sicuro, ma lui non conosce i veri pericoli di questi "primi uomini". Sarà Tommy Jepperd ( Nonso Anozie), un ex giocatore di football a far capire al bambino dei pericoli che corre, sebbene non lo voglia tra i piedi. Inevitabilmente, però, l'Omone, come lo chiama Gus, suscita simpatia nel piccolo ibrido che ormai non ha più punti di riferimento. E così, anche se con una iniziale riluttanza, Tommy lo aiuterà a raggiungere la madre. La troveranno? Sappiamo bene che è troppo presto per dirlo, dopotutto siamo solo alla prima stagione e il cliffhanger della puntata finale ha sicuramente assicurato la continuazione stuzzicando la curiosità del telespettatore. La bellezza di questa serie è proprio la prospettiva di Gus, interpretato dal dolce Christian Convery. In un mondo crudele dove gli uomini si uccidono tra loro per paura del contagio, vivendo isolati e sospettosi, l'innocenza di Gus è sorprendente e tenera, una boccata d'aria fresca sui temi importanti della serie: l'inquinamento, la cattiveria umana e la fiducia nelle nuove generazioni affinché questo cambi. Inoltre, nel corso delle puntate, il narratore esterno (James Brolin) ci fa immergere nella storia con delicatezza e ci permette anche di cambiare ambientazione con più facilità. L'arco narrativo della serie segue tre filoni, Gus non è l'unico protagonista. Abbiamo anche Aimee (Dania Ramirez, la Cenerentola di Once Upon a time), una donna stanca del proprio lavoro che, invece, vede nell'Afflizione la sua liberazione. Si barrica nello zoo lasciato incustodito e lì crescerà un'ibrida che adotterà come sua figlia. E poi abbiamo il medico Aditya Singh (Adeel Akhtar) il quale cerca di trovare una cura per questo virus e salvare la moglie Rani (Aliza Vellani) che ne è affetta. Quest'ultimo filone è sicuramente più crudo, i due coniugi cercano in tutti i modi di salvarsi e di restare insieme nonostante i loro vicini di casa al minimo cenno dei sintomi del virus brucino le dimore di chi prima era loro amico. Sono otto puntate incentrate sul viaggio, sulle scelte, sul ritrovo della famiglia e sulla natura. Il mondo che stiamo consegnando ai posteri è quello che avremmo voluto per noi? Probabilmente no, ma Gus ci dà questa speranza, la speranza che un giorno saremo migliori. Una serie godibile, da vedere in famiglia e, in definitiva, molto tenera. Voto 8
Le fiabe hanno sempre accompagnato la nostra esistenza. I fratelli Grimm, Perrault, Anderson, e la narrativa per ragazzi con Collodi, Barrie,Carroll e tutti gli altri hanno reso la nostra infanzia e adolescenza ricca di magia. La Disney ha riportato i più piccoli in questo mondo attraverso i suoi cartoni, e così tutti sognano L'isola che non c'è, il Paese delle Meraviglie, la Foresta Incantata. Le fiabe continuano ad essere narrate, che sia per una buonanotte o per puro intrattenimento. Ma cosa succede se un sortilegio lanciato sulla Foresta Incantata porta tutti i protagonisti delle nostre fiabe preferite in una comune cittadina del nostro mondo e facesse dimenticare loro la propria identità? Once upon a time , serie televisiva ideata da Edward Kitsis ed Adam Horowitz, ha accompagnato per sette lunghi anni telespettatori da ogni parte del mondo partendo proprio da questa semplice domanda. Le fiabe hanno ripreso vita, son state rivisitate e pronte per essere raccontat...
Commenti
Posta un commento